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Un approccio narrativo nella classe di lingue

05/04/2019

Negli ultimi anni — passati nel Regno Unito ad apprendere, e praticare, i fondamenti dell’insegnamento delle ‘lingue straniere’ nella scuola secondaria — ho perseguito un ideale specifico: trasferire nella classe di lingue un approccio narrativo e dialogico capace di tenere insieme una personale inclinazione per lo storytelling e l’utilizzo di immagini in glottodidattica, e una pregressa conoscenza e pratica della ‘relazione maieutica’ alla scuola della P4C, appresa direttamente presso l’IAPC di Montclair, NJ.

L’approccio narrativo-comunicativo ha inteso caratterizzare sia il mio modo di insegnare francese e spagnolo a discenti inglesi — nel corso della prima parte di un PGCE presso la University of Sussex, sia la mia esperienza di insegnamento della lingua inglese a stranieri — attraverso un anno di pratica all’indomani della acquisizione del TEFL certificate, sia il mio modo di insegnare italiano a stranieri — modellato a partire da ore di pratica con discenti immigrati adulti, prima della acquisizione del DITALS di II Livello presso la Università per Stranieri di Siena.

Tanto nei moduli «English is calling» (nella versione absolute & false beginners, e in quella intermediate), e «All Things Britain!» — entrambi rivolti ad un pubblico adulto, presso il Fondo Verri, quanto nel progetto di volontariato «Racconto Penso Parlo» presso la scuola media Alighieri, rivolto ad adolescenti immigrati dai 10 ai 12 anni, ho potuto ricevere conferma che il riferimento alle ‘storie di vita’ dei discenti rappresenta non solo una leva motivazionale importante, ma produce materiale ‘vivo’ — letteralmente, già pronto per attivare il processo di apprendimento.

La composizione di storie, reali o immaginarie, si è dimostrata in questo senso oltremodo efficace, non solo nei moduli di cui sopra, ma anche nel corso di una esperienza più strutturata qual è quella presso l’Oxford Institute condotta a partire da materiali Cambridge (Prepare 2), sempre con discenti dai 10 ai 12 anni, italiani. Similmente l’uso di immagini capaci di raccontare una storia o storie preparate ad hoc, ha reso l’esperienza di apprendimento sia con discenti dai 7 ai 9 anni, anche qui a partire da materiali Cambridge (StoryFun 1), sia nei moduli di cui sopra, piacevole oltre che significativa.

 

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